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Il futuro sta nell’aggregazione. Intervista a Lino Fabbian

Posted by Manuela Muretta on 22 Novembre 2019
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Camera Italiana dell’Acconciatura è un organismo unitario di rappresentanza del settore acconciatura che qualifica l’attività dei professionisti italiani. Agisce come interlocutore attivo sia per le industrie, sia per i professionisti del settore, a livello nazionale ed internazionale.

Si tratta, quindi, di un organo di fondamentale importanza anche per monitorare l’andamento del mercato non solo in termini di numeri e vendite ma anche rispetto ai cambiamenti che un mercato in continua evoluzione chiede ad aziende e acconciatori perché possano rispondere efficacemente alle richieste di consumatori sempre più preparati, consapevoli ed esigenti.

Giunto quasi al termine del suo mandato triennale, Lino Fabbian, il Presidente di Camera Italiana dell’Acconciatura ci ha raccontato le evoluzioni del settore di cui è stato in qualche modo testimone privilegiato in questi anni e che cosa ci dobbiamo aspettare dal futuro.

D:In tre anni di mandato, quali sono state le evoluzioni che ha registrato nel settore?

Credo che l’evoluzione, e insieme la rivoluzione, più eclatante di questi ultimi anni sia la nascita di un forte movimento di aggregazione fra professionisti. Crescono le realtà condivise: si comincia a capire che imprese con 1 o 2 addetti fanno fatica a crescere in maniera sana e profittevole. Quando ci si mette insieme, invece, cambia tutto, a partire dall’approccio con le aziende, verso cui si ha un potere contrattuale diverso.

Sta cambiando anche l’approccio alla professione: in qualità di direttore di un’Accademia Formativa ho avuto modo di notare che esiste un forte afflusso di ragazzi dal centro sud e meno dal Nord. Questo dipende, molto probabilmente, dal fatto che parliamo di un mestiere molto impegnativo sotto tutti i punti di vista: la formazione dura 5 anni, a questa bisogna far necessariamente seguire un periodo più o meno lungo di tirocinio/apprendistato con guadagni tendenzialmente bassi e, una volta a regime, si parla sempre di molte ore di lavoro, spesso senza né giorni né orari.

D: Quali sono, secondo lei, le attività che dovrà presidiare maggiormente CIA a fronte delle evoluzioni delle quali ci ha appena parlato?

Camera Italiana dell’Acconciatura ha senza dubbio il dovere di continuare a presidiare le attività portanti della filiera ossia l’acconciatura e la rivendita. Oggi si sta anche lavorando ad un progetto interessante e di grande valore per il settore. Si tratta della formulazione di una formazione certificata e soprattutto univoca a livello nazionale. Ad oggi, infatti, ogni Regione ha la sua formazione. È, invece, necessario che ci sia per la formazione un’unica lingua. Camera occupa un posto di rilievo al tavolo di rappresentanza e il suo impegno è massimo rispetto a questo importante tema. Bisognerebbe focalizzarsi maggiormente sul risultato che non sulla burocrazia necessaria a raggiungerlo.

D: La figura del professionista si è modificata in questi anni, creando profonde differenze imprenditoriali e non solo. Quali ritiene siano le attività di supporto e di affiancamento delle categorie in queste evoluzioni?

Oggi funzionano le aziende strutturate. Gli 1,8 addetti che oggi rappresentano la media nazionale di un Salone sono troppo pochi. Più persone significano una maggiore forza contrattuale ed è in questo senso che bisogna lavorare.

In passato abbiamo ottenuto alcuni risultati fondamentali su questo tema, come l’affitto della poltrona che ha permesso a molti, giovani e non, di approcciarsi al lavoro in maniera legalizzata e regolare senza affrontare le spese che aprire un’attività comporta. Un’opportunità anche per chi un salone ce l’ha e ha avuto modo, grazie proprio all’affitto della poltrona, di avere un’entrata in più a supporto della spese da sostenere. Non solo! L’affitto della poltrona ha permesso anche di lavorare con persone diverse, di far circolare idee e tecniche, di confrontarsi con altri professionisti, aprendo di fatto la strada a quell’idea di compartecipazione, networking e condivisione e anticipando quel movimento di aggregazione che oggi, come dicevo poc’anzi, sta avendo un grande sviluppo.

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