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Di genere maschile: il nuovo Gaycho. By Francesco Cirignotta

Posted by Manuela Muretta on 14 Dicembre 2018
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Il barbitonsore: Una nuova riflessione del maestro Francesco Cirignotta

Chi è l’uomo oggi? Per le donne è ancora il principe azzurro… un ruolo nel quale il maschio contemporaneo non si riconosce più (ma ci si è mai riconosciuto?).

Per l’altra metà del cielo, infatti, l’uomo continua a essere colui che deve sapersi prendere le proprie responsabilità. In un mondo ‘rammollito’ mi domando a quale titolo. Certo è che il maschio negli ultimi cinquanta anni di trasformazioni ne ha dovute subire parecchie: da nicchia del mercato cosmetico a suo protagonista in qualità di ‘metrosexsual’, fino all’ultima evoluzione: il ‘gaycho’, una deviazione sensibile del ‘macho’.

 

Il maschio contemporaneo, avendo perso la direzione imposta dalla divina forza lavorativa, è diventato quasi inutile: la tecnologia lo sta sostituendo in tutto e dico in tutto… la sua forza fisica è un ricordo del passato. Cambiando la società nelle sue caratteristiche, il maschio ha finito per trovare sempre meno spazio, perdendo quelle connotazioni che lo rendevano specifico e riconoscibile. Così, si è messo a sperimentare nuovi ruoli che, nel bene e nel male, lo hanno indotto a sperimentare  e trovare nuove identità di genere maschile, convincendo possibilmente la donna ad approvarle.

Oggi, però, ci troviamo di fronte a un’ulteriore trasformazione, che questa volta riguarda le donne:

a loro viene chiesto di salvare il mondo, di prendersi responsabilità dirette, di uscire allo scoperto, non più protette dal nucleo familiare. Inoltre, se la cultura generale è universalmente migliorata, lo spirito di sacrificio si è enormemente accorciato per tutti: uomini e donne.

Oggi il maschio esprime sensazioni ed esigenze esattamente come le donne, alle quali da sempre viene concesso il piacere di piacere e di abbandonarsi al piacere.

Sarebbe fantastico, a questo punto, se trovandoci nel ‘cammin di nostra vita’, ci accorgessimo che è giusto come uomini imparare a goderci il piacere ma, che il piacere è semplicemente essere responsabili, autorevoli, pudici, riservati, dignitosi. Dovremmo imparare a ‘viziare le virtù’.

Avrei un consiglio anche per le donne: quello di riprogrammare il database delle virtù altrui cosicché, usando un nuovo linguaggio, questo torni a essere condiviso e rispettato da tutti.

Perciò, abbasso la relatività dove tutto è ammesso: anche la libertà più assoluta merita regole, figuriamoci l’identità dei maschi. Un maschio uomo non ha una funzione definita nella società se non quello che le economie gli hanno affibbiato e delle quali ci si è vestiti. Riprendere in mano la propria identità significa restituire alla società individui maschi capaci di responsabilità, ma anche di godersi il piacere senza sommergersi nella sua ricerca.

La mia non vuole essere l’arringa di un avvocato vecchio e rincitrullito, ma il desiderio di rifarmi al concetto di ‘illumanesimo’: quell’insieme di pensieri e regole che portano il maschio uomo a godere principalmente del suo essere e, solo successivamente e non per bisogno di identità, del suo apparire.

Cosa c’entra tutto ciò, vi chiederete, con la moda capelli e il benessere?

Oggi, come per gli antichi Egizi e come per tutti i secoli trascorsi e che verranno, dare attenzione al proprio aspetto è importante. Importante per se stessi, per il senso di sicurezza che regala, per la procreazione, per il mercato della cosmesi e dell’abbigliamento, per l’anima, per l’automobile, per i profilattici, per la medicina a effetto placebo, per tutto ciò che riguarda la sfera umana.

In questi ultimi anni mi sono spesso domandato: se la moda ha imposto un canone così detto ‘destrutturato’ vorrà dire che il prossimo sarà un periodo di moda ‘strutturata’? La risposta è sì. Ogni qual volta i mercati, sia finanziari sia produttivi, vivono periodi di ascesa, le mode ne vivono di ‘discesa’, non tanto per un aspetto di carattere economico quanto piuttosto per identità di stile. In piena crisi mi prendo la responsabilità di fare una previsione per il prossimo futuro: i maschi ridiventeranno più uomini, le donne accetteranno il ruolo di salvatrici della terra… La moda capelli sarà più curata e i mestieranti torneranno a esercitare la propria professione, certi che il mercato, al di là del prezzo più o meno basso che dovranno fare, tornerà a considerare il valore dell’artigianalità come strumento pensante per poter aiutare i maschi a ritrasformarsi in uomini con le proprie identità e con il desiderio di dettare tendenze senza continuare a subirle.

Un taglio di capelli è come un abito… solo per te.

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